{MY UNEXPECTED DAYS}

La dott. Giordana Dessi nello studio di Oristano, una testo descrittivo, il logo SED+

Dott. Giordana Dessi

My unexpected days Giordana Dessi.

Sono giorni inaspettati. Assomigliano a un racconto di tempi lontani narrati da mio padre e mia madre, quando eravamo solo dei bambini che ascoltavano una storia riuniti intorno a una tavola imbandita, racconti che allora ci sembravano surreali.

Ora dobbiamo rimanere a casa, non c’è alternativa. Quella casa dove solo poche settimane fa si rientrava alle otto di sera e dalla quale si usciva alle 8 del mattino.

E a casa si riscopre il tempo per pensare e per poter fare i conti con la vita che facevamo fino a pochi giorni fa, un tempo che ormai sembra lontanissimo.

Un tempo dove incontrarsi, viaggiare, abbracciarsi e stare insieme era tutto fuorché un privilegio.
Era la normalità e quello che è normale ha poco valore, abituati come siamo, a vivere nell’epoca dello straordinario, dell’effetto wow, del più sfrenato “consumismo di emozioni” che durano il tempo necessario a un like di approvazione.

Ed ecco che il tempo si amplifica, c’è più tempo per se stessi e più tempo da dedicare ai nostri clienti. Perché da SED+, anche in modalità smart working, il lavoro non si ferma. Non esiste più il “fammelo per ieri” ma “facciamolo con calma perché abbiamo tempo”.

In questo senso la creatività ha il tempo per espandersi, sedimentare e trasformarsi in un lavoro fatto seguendo i tempi della normalità.

Ci voleva uno stop imposto dall’alto per capire che fino a ieri stavamo tenendo dei ritmi che non hanno nulla di umano, ingranaggi di un meccanismo dove ognuno è una ruota che gira portandosi dietro l’altra: creativi, committenti, consumatori.

Nell’anormalità dell’attualità riscopriamo la normalità. Ritroviamo il tempo da dedicare alla creatività e rinasciamo come professionisti.

Oggi, domani, i nostri clienti sanno che avranno un lavoro ancora migliore di quello fatto fino a oggi. Non è una speranza, è una certezza. 

Perché se è vero che dopo la tempesta spunta sempre il sole è ancor più vero, come mi insegnava mio padre, che dopo i periodi di crisi c’è sempre una rinascita per fare di più e meglio di quanto fatto fino ad oggi. 

Vogliamo proiettarci verso un futuro diverso, migliore.

My unexpected days Giordana Dessi.

These are unexpected days. They resemble a tale of distant times narrated by my father and my mother, when we were just children listening to a story, gathered around a laid table, stories that then seemed surreal to us.

Now we have to stay home, there is no alternative. That house where only a few weeks ago we returned at eight in the evening and from which we left at 8 in the morning.

And at home you rediscover the time to think and to be able to deal with the life we used to do a few days ago, a time that now seems very far away.

A time where meeting, traveling, hugging and being together was anything but a privilege.
It was normal and what is normal has little value, accustomed as we are, to living in the era of the extraordinary, the wow effect, the most unbridled “consumerism of emotions” that lasts the time necessary for a like of approval.

And here time is amplified, there is more time for yourself and more time to devote to our customers. Because at SED +, even in smart working mode, work does not stop. There is no longer the “do it for me yesterday” but “let’s do it calmly because we have time”.

In this sense, creativity has time to expand, settle down and transform itself into a job done following the times of normalcy.

It took a stop imposed from above to understand that until yesterday we were keeping rhythms that have nothing human, gears of a mechanism where everyone is a wheel that turns carrying the other: creatives, clients, consumers.

In the abnormality of actuality we rediscover normality. We find time to devote to creativity and we are reborn as professionals.

Today, tomorrow, our customers know that they will have an even better job than they have done until today. It is not a hope, it is a certainty. 

Because if it is true that after the storm the sun always comes up, it is even more true, as my father taught me, that after the periods of crisis there is always a rebirth, to do more and better than what has been done. 

We want to project ourselves towards a different, better future.

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