{WHY THE CROCODILE?}

Prima o poi ce lo chiedono tutti, perché avete inserito un coccodrillo nel marchio SED+?

Prima di iniziare precisiamo che non è un coccodrillo, bensì un alligatore. Sono animali simili ma non uguali. Non abbiamo nessun pregiudizio nei confronti dei coccodrilli, animali che stimiamo, ma il nostro è uno splendido esemplare di alligatore.

Ma veniamo alle ragioni che ci hanno spinto a sceglierlo come parte integrante del nostro marchio.

Tutto ha inizio durante un viaggio negli Stati Uniti, precisamente in Florida.

Nel nostro immaginario, influenzato da decine di film e telefilm, la Florida era uno stato dove la natura è rigogliosa, il clima mite e la gente pronta a divertirsi e a socializzare. Uno stato di infinite spiagge frequentate da belle ragazze in bikini e sorvegliate dai muscolosi bagnini sempre in allerta sopra le classiche palafitte dei baywatch. E poi tramonti mozzafiato, feste in spiaggia e notti insonni all’insegna del divertimento.

Una volta arrivati ci siamo resi conto che era tutto vero.

Il nostro itinerario prevedeva di attraversare lo stato partendo da Orlando fino ad arrivare a Naples, sulle coste del Golfo del Messico. Da lì, giù attraverso il parco nazionale delle Everglades, verso Key West, l’estrema propaggine degli Stati Uniti d’America.

Attraversare le Everglades significa percorrere una strada che sembra infinita attraverso una gigantesca palude ricca di vita: aironi, avvoltoi, zanzare e ogni genere di insetto e poi loro, gli alligatori.
Noi non avevamo mai visto un alligatore e quindi la curiosità di vederne uno era particolarmente forte.
Dovete sapere che lungo questa strada si trovano numerosissimi posti di sosta, estremamente organizzati, dove guide esperte e disponibili vi portano alla scoperta delle bellezze naturali di quel luogo.
Per soli 10 dollari si naviga tra i canali alla ricerca degli alligatori.

Durante la prima sosta ne abbiamo visto alcuni, molto da lontano, nuotare placidi in mezzo alla palude.
Fotografie, video, altre foto con lo zoom, tentativi di selfie… insomma siamo rientrati soddisfatti.

Durante la seconda sosta, il copione si è ripetuto. 10 dollari e via alla ricerca di un nuovo punto da cui immortalare questi famosi animali. E anche stavolta foto, questa volta più ravvicinate, video e selfie accettabili. E poi uno sguardo all’immancabile negozio di souvenir che propone alligatori in tutte le forme, dimensioni, materiali e tipologia d’uso.
Insomma, ormai abbiamo capito che qui, l’alligatore, è un business.

Dopo altre soste, altri 10 dollari a sosta, e tanti chilometri ci ritroviamo nel bel mezzo del parco.
Qui gli alligatori sono ovunque, attraversano la strada, dormono a pochi metri dai visitatori, si possono addirittura mangiare al fast food, impanati e fritti. Sono anche buoni.
Anche qui, malgrado l’esigenza di vederli da vicino sia stata ampiamente soddisfatta, decidiamo di fare il tour.

Ormai non stiamo più comprando il “prodotto” stiamo comprando l’esperienza, l’emozione, il ricordo.

Quando siamo entrati nel parco nessuno ci ha detto che l’alligatore in Florida è talmente diffuso da doverne regolamentare il numero con la caccia. A noi interessava vederli e non siamo rimasti mai delusi. Dall’emozione dei primi avvistamenti ai margini del parco al piacere di poterli quasi toccare una volta giunti al centro.

Ogni volta abbiamo comprato l’esperienza e ogni volta abbiamo voluto ripeterla.

Le Everglades non sono altro che un’immensa palude, sempre simile, ricca di vita e di opportunità di guadagno. Non essendoci colline o alture l’esperienza visiva è limitata a pochi metri, ovvero agli alberi che avete di fronte. Certo, si può salire sopra delle torri in legno che vi portano oltre la cima degli alberi e da cui godere dell’immensità di una foresta sempre uguale ma non per questo meno affascinante. Anche lì si paga… 10 dollari. Ma ne vale la pena.

E quindi? Che cosa ci fa l’alligatore nel nostro marchio? Per noi l’alligatore rappresenta il simbolo della capacità imprenditoriale tipica americana. La capacità di valorizzare una risorsa naturale e renderla unica. Farla diventare opportunità di business capace di creare occupazione e ricchezza.

Qui in Sardegna abbiamo decine e decine di potenziali “alligatori”. Le nostre coste, il nostro patrimonio archeologico, i nostri territori dell’interno, i nostri prodotti alimentari che, non me ne vogliano gli americani, sono decisamente più gustosi di qualsiasi alligatore fritto.

Per questo l’alligatore è presente nel nostro marchio, per non dimenticare che la possibilità di crescere non dipende dal caso o dal possedere o meno il prodotto unico e inimitabile. Significa valorizzare al meglio quello che si ha, che si produce o che si offre.

Non serve la bacchetta magica, l’intuizione del genio di turno o l’intervento dell’amico che si autodefinisce “esperto di comunicazione”.

Servono le competenze e le idee. E competenze ed idee si pagano come si paga per vedere un “alligatore” da una prospettiva sempre differente.

Noi abbiamo le competenze e le idee non ci mancano. Per entrambe le cose chiediamo un compenso certi che il nostro lavoro possa far diventare il vostro prodotto, o il vostro servizio, la migliore tra le alternative presenti sul mercato.

Non cerchiamo “opportunità” di visibilità. Noi offriamo visibilità per creare opportunità ai nostri clienti.

Qualcuno dice che abbiamo copiato il marchio dalla Lacoste ma, per politica aziendale e sana abitudine, non diamo mai peso al giudizio di chi non ha letto questa storia.

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